Com’è fatta la mosca della frutta

La mosca della frutta (Ceratitis Capitata) è così conosciuta perché le larve si sviluppano nella polpa della frutta.

L’adulto misura tra i 4 e i 6mm e ha il corpo giallastro con sfumature grigie mentre il torace e è scuro con macchie bianche. Le ali sono trasparenti con alcune macchie arancioni e altre di colore scuro.

La larva della mosca della frutta è quasi invisibile ad occhio nudo, perché misura meno di un millimetro, ma nello stadio maturo raggiunge i 9 mm ed è quindi facilmente individuabile.

 

Abitudini e alimentazione

La mosca della frutta depone le uova sui frutti dolci con polpa tenera: è il caso dei fichi, delle albicocche e delle pesche, durante il periodo estivo; al termine dell’estate l’ovodeposizione può avvenire anche su mele, pere e susine, per poi passare, in autunno, all’uva e al fico d’India e terminare con gli agrumi, in particolare su mandarini e clementine.

La femmina della mosca della frutta può deporre decine di uova su uno stesso frutto. Le larve si sviluppano all’interno della polpa.

Le mosche della frutta, in particolare le larve, crescono e si sviluppano soprattutto nei paesi caldi ma in Italia, dove il clima del meridione è temperato, hanno trovato un’ottima altrernativa: l’ovodeposizione sugli agrumi.

 

Perché sono dannose per l’uomo

Nello svilupparsi, le larve distruggono il frutto.

In genere il frutto si rovina da subito, cioè dal momento in cui avviene la ovodeposizione, ma i danni sono visibili soltanto alcuni giorni dopo quando una parte della buccia del frutto comincia a scurirsi.

L’ovodeposizione delle mosche della frutta danneggia enormemente le coltivazioni e l’unico modo preventivo non a base di insetticidi è la rete antiinsetto, con la quale è possibile coprire i frutti, gli alberi o i filari.

Per tutte le tecniche di disinfestazione (biotecnica, biologica e chimica), è sempre bene rivolgersi a degli specialisti della disinfestazione.