flebotomi - Flebotomi: cosa sono e come proteggersi dalle punture del flebotomo?

Flebotomi: cosa sono e come proteggersi dalle punture del flebotomo?

flebotomi, conosciuti anche come pappataci, sono degli insetti piccoli e silenziosi diffusi in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo che con la loro puntura fortemente irritante possono inoculare il virus della Febbre da Flebotomi oppure gli agenti della pericolosa Leishmaniosi, una malattia che può colpire sia l’uomo che gli animali.

La disinfestazione da pappataci è basata sulla prevenzione volta ad eliminare tutti i possibili focolai dell’infestazione e, quando necessario, sull’applicazione di insetticidi effettuata da disinfestatori professionisti.

Cosa sono i flebotomi?

flebotomi (Phlebotomus papatasii) sono dei ditteri appartenenti alla famiglia degli psicodidi. Il loro aspetto è molto simile a quello delle zanzare, ma rispetto ad esse hanno dimensioni più ridotte (misurano non più di 2-3 millimetri), sono gialle o grigie e hanno il corpo ricoperto di peli finissimi. Inoltre pungono in silenzio, senza che il loro arrivo sia preannunciato da alcun sibilo.

Malgrado le loro esigue dimensioni, la puntura delle femmine è molto pericolosa dal momento che può veicolare diverse malattie, indistintamente a uomini e animali. Soltanto le femmine sono dannose, giacché sono ematofaghe, si nutrono cioè essenzialmente di sangue che succhiano grazie all’apparato boccale costituito da una corta proboscide penetrante, mentre i maschi sono totalmente inoffensivi e si nutrono di secrezioni zuccherine.

Il ciclo biologico di questo dittero è formato da 4 stadi: uovo, larva, pupa e insetto adulto. La femmina fecondata depone fino a 70 uova in terreni molto umidi, tra le foglie secche, nel legno marcescente, nelle tane di animali o nelle crepe di vecchi edifici. Le uova, che necessitano di un clima caldo e umido, schiudono dopo un periodo che varia dai 4 ai 20 giorni.

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Le larve si nutrono di detriti organici e hanno uno sviluppo che si conclude quando l’epidermide si fende per la quarta volta. Il periodo ninfaledura dai 6 ai 13 giorni, dopodiché emerge l’insetto adulto che, con le sue ali appena liberate dall’involucro, spicca il volo e inizia la sua vita aerea, pur non essendo un volatore particolarmente abile.

Sintomi delle punture dei pappataci

flebotomi sono insetti con abitudini crepuscolari e notturne che, nel periodo che va da metà maggio a settembre, proliferano in ambienti caratterizzati da elevata umidità e presenza di detriti organici. Durante il giorno se ne stanno rifugiati in luoghi freschi, arieggiati e ombrosi, come cantine, cucce di animali, stalle e fessure, ed è raro che pungano; le loro punture vengono prevalentemente inferte dal tramonto all’alba.

A causa della silenziosità del volo, delle dimensioni particolarmente esigue e dell’abitudine ad agire al buio, sono difficili da individuare. Il loro nome indica proprio la peculiarità di mangiare tacendo. I pasti ematici compiuti dalle femmine servono per assimilare le sostanze proteiche senza le quali non potrebbero far maturare le uova.

Le punture provocano pomfi pruriginosi, arrossamento, gonfiore e talvolta anche gravi reazioni allergiche; tale risposta è dovuta ad una sostanza anticoagulante contenuta nella saliva dell’insetto che induce l’organismo della vittima a rilasciare istamina. Talvolta il morso di questo dittero può causare la Febbre da Pappataci, malattia febbrile acuta accompagnata da sintomi quali brividi, dolori addominali e cefalea, che scompare nel giro di 3 giorni.

In altri casi, i flebotomi possono veicolare la Leishmaniosi, un’antropo-zoonosi molto grave causata da protozoi del genere Leishmania che colpisce prevalentemente il cane e, più raramente, l’uomo e che, se non curata, può condurre alla morte. La leishmaniosi ha un periodo di incubazione molto lungo, che va da alcuni mesi a qualche anno, e può provocare sia manifestazioni cutanee, come lesioni della pelle, ulcere, ingrossamento dei linfonodi, sia viscerali, che interessano la milza, il fegato e il midollo osseo.

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Rimedi per un’infestazione di flebotomi

La lotta ai flebotomi è orientata innanzitutto verso l’applicazione di misure preventive. È fondamentale rimuovere i focolai d’infestazione, come i detriti organici di cui si nutrono le larve, effettuare una costante manutenzione delle aree verdi ed evitare i ristagni d’acqua nel terreno.

Per limitare l’ingresso dei pappataci nella propria abitazione, si consiglia di applicare zanzariere a maglie fitte alle porte e alle finestre; inoltre, data la loro fotosensibilità, fare entrare la luce solare in casa può rappresentare un ottimo deterrente. Bisogna poi pulire frequentemente la cuccia del cane e applicare un antiparassitario quando si decide di portare il proprio animale domestico in una zona a rischio. Esistono anche dei rimedi naturali impiegati per prevenire le punture di questi ditteri. I più utilizzati sono i saponi a base di citronella e gli oli essenziali estratti da piante aromatiche.

Se la prevenzione non basta, si deve passare alla lotta chimica. Giacché non è facile individuare i focolai, la disinfestazione dei flebotomi deve essere eseguita necessariamente da disinfestatori professionisti dotati di appositi macchinari. Per il controllo dei flebotomi si usano soprattutto prodotti adulticidi perché le larve sono difficili da localizzare.

Se vuoi eliminare i pappataci e scongiurare il rischio di malattie, contattaci subito per chiedere consigli ai nostri tecnici disinfestatori e fissare un appuntamento per un sopralluogo senza impegno e un preventivo gratuito.